Versi e dichiarazioni d’amore

gennaio 31st, 2012 § Lascia un commento

 maria letizia grossi

Ritorno al paradosso della poesia e al suggerimento di proporre la scrittura di versi ai nostri allievi. Paradosso per il quale la poesia è più libera e capace di volare quanto più rispetta le regole del ritmo, siano esse quelle della metrica tradizionale o quelle che ciascuno si dà a seconda di ciò che vuole esprimere, della propria musica interna. « Leggi il seguito di questo articolo »

Versi, emozione estetica e luoghi comuni

settembre 14th, 2011 § Lascia un commento

 maria letizia grossi

Non è affatto facile “insegnare” la poesia, né in classe né nelle scuole di scrittura. La poesia è infatti costituzionalmente un paradosso: nonostante sia la forma di scrittura letteraria più regolata, alla lettera, perché si definisce entro norme metriche − pure il verso libero −, è anche la forma più soggettiva, personale. « Leggi il seguito di questo articolo »

Scriversi sulla pelle

giugno 16th, 2011 § Lascia un commento

 maria letizia grossi

I ragazzi e le ragazze di oggi spesso lo fanno alla lettera, tatuandosi addosso scritte, disegni, nomi amati. Ma si può farlo, magari con modalità più distese e che probabilmente comportano un maggior tempo di riflessione, per interposto foglio di carta o monitor di computer.  « Leggi il seguito di questo articolo »

La fabbrica dei personaggi

aprile 28th, 2011 § Lascia un commento

 maria letizia grossi

Per Virginia Woolf il lavoro di costruzione dei personaggi era “fabbricare persone”. Antonia Byatt  afferma che “ogni personaggio è carne fatta parole, un essere umano immaginato nel corpo e nella mente dello scrittore, poi messo in parole che vengono intessute nell’arazzo del testo”1. « Leggi il seguito di questo articolo »

Figure per comunicare

marzo 4th, 2011 § Lascia un commento

 maria letizia grossi 

La nostra ultima chiacchierata, avvenuta sul numero di dicembre di école di carta, con la rubrica Script ha aperto le pubblicazioni sulla Spazio telematico, aveva per oggetto i mattoni con cui si costruisce la scrittura: le parole. Ma una casa di segni scritti non è fatta solo di mattoni. « Leggi il seguito di questo articolo »

Di che segni sei? I mattoni della scrittura

gennaio 9th, 2011 § 1 commento

 maria letizia grossi

Il mondo è pieno di segni, alcuni sono naturali e parlano alla nostra esperienza: un cielo di nuvole scure ci fa pensare che pioverà1. Altri fanno parte dei nostri molteplici modi di comunicare e li usiamo intenzionalmente rivolgendoci a un altro, a un’altra, agli altri. In tante forme, con i movimenti del corpo, coi gesti delle mani, con le espressioni del viso, con sguardi, immagini, odori, suoni. Molti di questi codici comunicativi sono praticamente planetari, un sorriso è un sorriso, è un sorriso, è un sorriso, parafrasando la rosa di Gertrude Stein. Altri segni, anche corporei, variano a seconda delle culture, sappiamo ad esempio che più a Sud si va minore è la distanza che si prende dall’interlocutore. « Leggi il seguito di questo articolo »

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